Carlo Giuliani, l’abbraccio di Piazza Alimonda a 12 anni dalla morte
Alle 17.25 un blocco di granito è stato scoperto in piazza Alimonda a Genova da Haidi, la madre di Carlo Giuliani. Giuliano, il padre, ha ricordato che proprio in quei minuti nel luglio del 2001 nella stessa piazza perse la vita 12 anni fa. In questi giorni la famiglia Giuliani ha intentato una causa civile contro l’ex carabiniere Mario Placanica, che sparò al ragazzo. “Un processo civile – spiega Giuliano – perché per Carlo non ci sono stati né giustizia, né un processo. Nonostante tutte le prove il suo caso è stato archiviato”. Sul palco si sono alternati per tutta la giornata amici della famiglia e cantautori locali. Don Gallo, che ha sempre partecipato alle commemorazioni in questa piazza, è stato ricordato riproponendo il discorso che fece due anni fa in occasione del decennale dell’assassinio di Carlo
di Cosimo Caridi

Il cippo che ricorda Carlo Giuliani. Alle spalle, la madre Haidi Gaggio
"La
morte di Carlo Giuliani è una ferita aperta, amara e indelebile". Con
queste parole, che riprendono il verso finale della canzone di Francesco
Guccini "Piazza Alimonda", il sindaco di Genova Marco Doria
ricorda il ragazzo ucciso dodici anni fa negli scontri durante il G8 di Genova.
Il sindaco, a differenza di un anno fa, non ha partecipato oggi alla
commemorazione ma ha comunque voluto esprire il suo cordoglio con un post
apparso sul suo profilo Facebook alle ore 17.27. In quello stesso momento, in
piazza, è stato scoperto il cippo in granito con inciso soltanto "Carlo
Giuliani - ragazzo. 20 luglio 2001" posizionato al posto della targa
nell'aiuola al centro della piazza. Una scritta essenziale, come è
semplice la richiesta dei genitori Giuliano Giuliani ed Haidi Gaggio: fare
giustizia.
In Piazza Alimonda, insieme ai genitori di Carlo Giuliani e a tantissimi
giovani e non, anche Vittorio Agnoletto, nel 2001 portavoce del Genoa
Social Forum, e Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato Verità e Giustizia
per Genova. Non è voluto mancare nemmeno quest'anno il segretario generale di
Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.Intanto, assieme al "loro
Carlo", i partecipanti hanno voluto ricordare anche don Andrea Gallo e
Teresita Mattei, partigiana e deputata della Costituente, entrambi morti nelle
scorse settimane.
Non vogliono dimenticare e chiedono giustizia i ragazzi che, con cori e
striscioni, hanno osservato i camalli della Culmv posizionare il nuovo
monumento dedicato al giovane.
Attorno a loro una piazza addobbata in ricordo di Carlo: sull'asfalto, nel
punto in cui è stato ucciso, è stato adagiato uno striscione con la scritta
'speranza e disagio', mentre tutt'attorno sono state appese bandiere No Tav, di
Emergency e di Azione antifascista.
Nonostante gli occhi umidi per la commozione, sul volto di molti di loro si può
leggere la rabbia per i fatti di quei giorni e la tristezza di una morte per
loro ingiusta e inspiegabile. Per questo, in occasione del dodicesimo
anniversario degli scontri del G8 di Genova, si sono riuniti ancora una volta
per chiede che sia fatta luce su ciò che avvenne in quei giorni. Una
richiesta che metteranno simbolicamente in scena con la fiaccolata che domenica
alle 21 partirà da piazza Alimonda per raggiungere la scuola Diaz, in via
Cesare Battisti, il luogo dove avvenne la "macelleria messicana" per
il quale ancora oggi i manifestanti chiedono giustizia.
La rabbia non fà però venir meno la speranza, e a ricordarlo ci sono alcuni
striscioni sul quale è possibile leggere "20-7-2013 Carlo. Finché siamo
qui a ricordarti ci sarà speranza di un mondo migliore" o "il tuo
coraggio sarà nel tempo ricordato, il tuo volto vivrà per sempre nel cuore di
chi non ti ha mai dimenticato... ".
Voci dissonanti nella giornata, quelle del sindacato autonomo di polizia Coisp
e del responabile sicurezza del Pdl Gianni Plinio che ha chiesto la rimozione
del cippo.